mercoledì 16 marzo 2016

Claudio Tolomeo

Andreas Cellarius, Scenographia Systematis Mundani Ptolemaici - Fonte: Wikipedia
Astronomo, matematico e geografo alessandrino, CLAUDIO TOLOMEO (che visse in Alessandria nel II secolo d.C. al tempo dell’imperatore Adriano) raccolse e sistematizzò nell’Almagesto i risultati della ricerca astronomica precedente (Ipparco ecc.), creando un SISTEMA GEOCENTRICO basato su una serie di circonferenze (epicicli), il cui centro si muoveva su un’altra circonferenza eccentrica rispetto alla Terra.
Nel sistema di Tolomeo soltanto il Sole e la Luna, considerati pianeti, avevano il proprio epiciclo centrato direttamente sulla Terra.
Tale sistema di TOLOMEO fu considerato valido fino alla RIVOLUZIONE COPERNICANA del XVI secolo.
Di Tolomeo è importante anche l’opera di geografo descrittivo che utilizzava latitudine e longitudine per l’identificazione dei luoghi sulla superficie terrestre.
Una delle sue opere più importanti si intitola, appunto, la Geografia.
La parte più consistente di questo libro è costituita da una lista di luoghi citati con le loro coordinate geografiche, latitudine e longitudine, insieme con una breve descrizione delle caratteristiche topografiche salienti di ciascuno di essi.
Certamente questo elenco di luoghi doveva essere accompagnato, nel manoscritto originale, da alcune carte geografiche, che non sono giunte sino a noi.
Tolomeo, tuttavia, ben prevedendo che le carte da lui disegnate sarebbero state irrimediabilmente copiate male, fino a diventare illeggibili nelle successive copie del suo manoscritto, si preoccupò di fornire il metodo per riprodurle correttamente, ovvero descrisse il sistema di PROIEZIONE da lui adottato per rappresentare la sfera terrestre su una superficie piana .
Il libro I della Geografia è difatti dedicato a descrivere il METODO DI DISEGNO di una carta di tutte le terre emerse, mentre il libro VIII spiega come fare a ottenere, da questa carta generale altre sei carte più dettagliate.
Secondo Tolomeo il MONDO ABITATO, od ECUMENE ( dalla parola greca oikomene che significa appunto abitato) copre un’estensione di 180° in LONGITUDINE, dal meridiano 0, quello delle isole Fortunate (ovvero le isole Canarie), e in LATITUDINE si estende da 16° 25′ Sud fino a 63° Nord.
Naturalmente le descrizione dei luoghi e le posizioni date da Tolomeo in alcuni casi risultano grossolanamente sbagliate o molto approssimate.
 Perfino i confini dell’impero romano erano molto incerti a quel tempo, ed anche la forma dei continenti allora noti, Europa, Africa e India era errata.
Prima di Tolomeo, solo l’astronomo IPPARCO aveva dato liste di luoghi con le loro coordinate geografiche e le conoscenze non erano molto aumentate ai tempi di Tolomeo.
Sia le misure di latitudine che di longitudine richiedevano accurate osservazioni astronomiche che, raramente, venivano compiute.
Le misure di longitudine erano basate su osservazioni contemporanee di eclissi lunari che dovevano essere organizzate con ampio anticipo.
Sembra che di queste osservazioni Tolomeo ne abbia avuta a disposizione una sola.
Si tratta dell’ECLISSI DI LUNA del 20 Settembre del 331 a.C., osservata ad Arbela in Assiria e a Cartagine.
Sfortunatamente un errore nell’osservazione di Arbela fece concludere a Tolomeo che, tra i due siti, esisteva una differenza di tre ore invece delle due reali.
Questo errore portò ad una distorsione del Mediterraneo, ovvero ad un allungamento della parte orientale di questo mare.
Per il resto Tolomeo dovette fidarsi dei resoconti dei viaggiatori e dei carovanieri, stimando le distanze in base ai giorni di viaggio necessari per raggiungere le località riportate nella carta.
Nonostante tutti questi problemi, il testo della Geografia di Tolomeo rimane uno delle grandi manifestazioni dell’ingegno umano.