mercoledì 15 maggio 2019

Domenico di Giovanni, detto Burchiello, poeta

Fonte: Wikipedia
Burchiello era il pseudonimo usato da Domenico di Giovanni, nato a Firenze nel 1404.
Era figlio di un legnaiolo.

Esercitò la professione di barbiere.
Nella sua bottega convenivano pittori, poeti, ma anche molti cittadini anti-medicei: per questo Burchiello fu costretto ad andare esule a Siena nel 1434.

Imprigionato più volte per reati comuni, nel 1455 andò a Roma per cercare di aprirvi una bottega.
Morì a Roma nel 1449 nella più squallida miseria.
Con Burchiello siamo davanti a un tipo di composizione particolare.
Poetare "alla burchia" significò presto comporre sonetti, per lo più caudati, di bizzarra fattura, in cui le parole e le immagini si susseguono e si incalzano senza un nesso apparente.
I contemporanei forse avvertivano, dietro l'accumulo e le strane combinazioni, riferimenti ormai perduti.

Con Burchiello, al di là del gioco, dell'assurdo, del gratuito, siamo davanti al tentativo e alla ricerca di vie poetiche nuove e diverse.
Una ricerca di forme nuove e di più ampia libertà psicologica e contenutistica, ma con attenzione verso la tradizione.
Una poesia popolare, ricca di significato storico.
Testimonianza della complessità del mondo culturale toscano e fiorentino in particolare.
Tanto più che questa poesia popolare fu ascoltata e imitata anche da uomini di cultura, architetti, pittori, come ad esempio Alberti.

La strampalata ricchezza dei sonetti di Burchiello non fu un episodio breve, ma ebbe vasta fortuna e diede vigore a una tradizione anti-petrarchesca di grande importanza per la ricerca espressiva in volgare.

I sonetti di Burchiello e dei suoi seguaci sono raccolti in un'edizione purtroppo inattendibile dal punto di vista testuale e attributivo, i "Sonetti del Burchiello, del Bellincioni e d'altri poeti fiorentini alla burchiellesca" (1757).

da Cultura-Barocca