domenica 3 febbraio 2019

Persecuzioni contro le streghe nel Cuneese a fine Quattrocento

Bernezzo (CN): Cappella della Maddalena (Fonte: bernezzo.diocesicuneo.it)
Tra la metà e la fine del secolo XV, in quell’area che ora corrisponde alla Provincia di Cuneo, una cinquantina di persone furono consegnate dall’Inquisizione al Braccio Secolare (istituzione che eseguiva materialmente le pene) e arse vive: e del resto il Basso Piemonte, oltre ad esser permeato di interventi contro le streghe che lo avrebbero infestato, diede i natali ad inquisitori più o meno noti come il cinquecentesco Silvestro Mazzolini.
Nella sola città di Cuneo, in un giorno non precisato dell’anno 1445, vennero arse vive ventidue persone, solo perché considerate eretiche (l’esecuzione avvenne nei pressi dell’attuale l’ospedale S. Croce); i ventidue sfortunati facevano parte di una cospicua comunità valdese dimorante in e nei pressi di Bernezzo, erano chiamati "poveri di Lugano, Gazari o Valdesi", dopo l’esecuzione i loro beni furono confiscati. Gli inquisitori furono frate Giovanni Fiamma e Pietro Bertramo. Il fatto è menzionato da Marco Aurelio Rorengo, in un antico libro di memorie citato da Pietro Gioffredo nel 1650: "…namque tunc pullulabat super Bernecium haeresis pauperum de Lugdano, qui a quibusdam appellabantur Gazari, ab aliquibus Valdenses, et intitulati a Magistris Johanne Fiamma et Bertramo Pere Inquisitoribus haereticae pravitatis; et in summa reperti fuerint XXII relapsi, et in Cuneo condemnati igne cremati sunt, et eorum bona praefatio Domino confiscata… ".
Nel 1497, altri documenti, pubblicati da Ferdinando Gabotto nel 1898, ci informano che anche Verzuolo invoca l’Inquisizione contro eretici e streghe (masche): " Verzuolo, 26 maggio 1497…si scelgano tre o quattro persone che vadano dall’illustre signore e marchese ad ottenere il permesso per gli uomini di Verzuolo di recarsi a colloquio dall’Inquisitore e giudice delle false teorie eretiche al fine di ricercare gli eretici e le dottrine errate (…) per il bene della Comunità si stabilì che venissero scelte tre o quattro persone per andare a Saluzzo a chiedere all’illustre signor Marchese fino a che punto volesse concedere la facoltà alla Comunità ed alla gente verzuolese di portare a Verzuolo l’Inquisitore delle falsità eretiche per ricercare i sospetti di eresia o gli eretici e le masche ed altre simili persone che sono fuori della religione cattolica, poiché arrecano molto danno nel suddetto paese e nel territorio di questa località… ".
" Verzuolo, 13 luglio 1497…si conviene di scegliere due persone che vadano a Saluzzo a concordare i provvedimenti da stabilirsi col reverendo Signor Inquisitore (…) si diedero disposizioni che venissero scelti… ".
" Verzuolo, 5 agosto 1497…si conviene di predisporre le spese relative al reverendo Signor Inquisitore ed al suo collaboratore che devono svolgere l’incarico di giudici delle false dottrine eretiche nel paese di Verzuolo. Si stabilì che le spese per il reverendo Signor Inquisitore ed il suo collaboratore vengano ascritte alle spese pubbliche per otto giorni e non oltre e che i giudici cerchino due testimoni per procurarsi informazioni dal segretario del reverendo Signor Inquisitore di Savigliano. Parimenti si scelgano tre o quattro persone che saranno sempre presenti e parteciperanno quindi alle indagini da compiersi circa le persone incarcerate o da incarcerare, riguardo alle false teorie delle masche e degli eretici… ".
" Verzuolo, 21 agosto 1497…si convenne che la Comunità si impegnava a sostenere le spese per il reverendo Signor Inquisitore e per il suo collaboratore e ciò fino a che non si trovassero colore che erano caduti nell’errore dell’eresia e si stabilì che ai prigionieri e ai condannati venissero pagati i debiti; e il nostro illustre padrone Signor Marchese promise di aiutare la Comunità e di pagare le spese relative ai suddetti debiti… ".
L’Inquisizione venne istituita alla fine del secolo XII da Papa Gregorio IX, alle sue dirette dipendenze, con la costituzione di tribunali ecclesiastici operanti al sol fine di reprimere l’eresia (deviazione dalla retta dottrinale cattolica cristiana che soprattutto nel medioevo, comportò l’inammissibilità da parte della Chiesa di interpretazioni, anche politiche, che costrinsero gruppi a sé stanti in confronto alla Chiesa ufficiale, la quale giustificò per estinguerli l’uso di metodi anche violenti tipo il rogo) tutelando il patrimonio dottrinale della fede cristiana. I primi giudici inquisitoriali furono i frati Domenicani, poi anche Francescani. I Domenicani, fondati dallo spagnolo Domenico da Guzman (1170 – 1221), erano dei predicatori erranti che operavano per lo più nella conversione degli eretici. Il paradosso di questo Ordine, era la loro organizzazione simile a quella degli stessi eretici per la quale si batteva: contatto con il popolo, predicazione errante e povertà.
Gli Inquisitori, per la maggior parte, non erano, come qualcuno potrebbe credere, un clan di monaci fanatici, bensì erano spesso una componente delle alte gerarchie ecclesiastiche, per le quali destinavano la loro educazione e le loro qualità. In prevalenza erano eminenti giuristi ed applicavano le leggi religiose come nell’esercizio di una professione. Per alcuni, la carica inquisitoriale era considerata solamente una tappa del loro "cursum honorum", cioè arrivisti, orgogliosi ed ambiziosi; alcuni di questi giunsero anche a capo della Chiesa romana.
Le paure di Roma per il diffondersi dell’eresia, non furono soltanto per le idee che l’eretico sosteneva e professava, ma anche per le cause che da esse potevano scaturire intaccando il potere politico economico, che Roma rischiava di perdere se non sradicava al più presto l’eresia (non per nulla nelle condanne per eresia seguiva sempre la confisca dei beni). Gli eretici, nella maggior parte dei casi, non erano altro che cristiani con una tendenza comune a criticare la ricchezza della Chiesa (la "critica" a volte era anche sanguinaria, anche loro, quando potevano non erano meno crudeli dei loro persecutori - vedi i Dolciniani - ) una ricchezza arrogante che si dimostrava paradossale e in netto contrasto con l’idea prima del Cristianesimo, in un periodo in cui al contrario la miseria era a livelli esasperanti. 
Come strumento debellativo a salvaguardia della purezza della fede venne istituita l’Inquisizione, così denominata per la procedura usata di tipo "inquisitorio", che permetteva l’inchiesta d’ufficio anche senza l’accusa o l’accusato, bastava che il presunto colpevole fosse diffamato dalla voce pubblica, cioè sospettato d’eresia.

da Cultura-Barocca